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domenica 11 ottobre 2015

FLASH

Flash, il grande viaggio, verso katmandu.

Quando Duchaussois visse la sua avventura straordinaria e terribile erano altri tempi, diversi da quelli di oggi. Sono passati quasi quarant'anni e già l'epopea degli hippies, dei "figli dei fiori", di coloro che cercavano, in un Oriente favoleggiato, un'illuminazione che in realtà aveva soltanto il volto sinistro della droga, ci pare fuori dal tempo. Crederlo tuttavia sarebbe sbagliato. La droga continua più che mai la sua marcia mortale e gli hippies di trent'anni fa non sono differenti dai tanti ragazzi che ogni giorno bruciano la loro fragile esistenza alla ricerca di un'estasi sempre più illusoria. Per questo l'opera di Duchaussois rimane un monito inquietante e attuale, la testimonianza di una minaccia sempre in agguato.
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leggetelo, di Charles Duchaussois

martedì 8 giugno 2010

...fin da subito..una merda

Ero finito in quel bar perchè la mia vita è stata sin da subito una merda.
i miei si sono divorziati che avevo 5 anni.




Abitavamo in un palazzo di quelli costruiti nel dopo guerra in un paese di nome Bellinzona nel piccolo cantone italiano della svizzera (Ticino).

Di quel periodo mi ricordo solo pochissime cose e per lo più brutte.
Allora vi descrivo un pò il posto:Era un appartamento al primo piano dove nella porta accanto ci stava la tata.
Quando i miei se le davano di santa ragione io e mio fratellino ci portavano di là per no farci assistere alla scena.Peccato però che io al di del muro sentivo le urla, e aggrappandomi alla gonna della Tata piangendo le chiedevo insistentemente:
"-Ma è la mamma che urla?"
E lei.
"Ma no...non è niente!"